Tre consigli pratici sulla pianta iperico coltivazione e malattie

Tre consigli pratici sulla pianta iperico coltivazione e malattie

Pianta iperico coltivazione

 

ASPETTI BOTANICI

L’iperico perforato (Hypericum perforatum L., fam. Hypericaceae), possiede un ampio areale comprendente l’Europa Centro-Settentrionale e Meridionale, il Nord Africa, l’Asia Occidentale fino all’Arabia ed alla Cina. Esso cresce spontaneo in tutte le regioni italiane. Si distingue dalle altre numerose specie di iperico per avere le foglie “bucherellate” (se guardate in controluce) ed il fusto biangolare e cioè percorso longitudinalmente da due linee salienti.

Come alcune altre specie appartenenti allo stesso genere, la specie perforatum ha le foglie ed i petali picchiettati di puntini scuri che contengono l’ipericina. I semi sono di forma semicilindrica ed il peso di 1000 semi è di circa 0,1 g.

CLIMA E TERRENO

L’I. allo stato spontaneo predilige le stazioni soleggiate ed aride del piano basale, collinare e montano e nonostante sia pianta rustica comune sui suoli secchi e poveri, in coltivazione richiede una certa quantità di acqua e di fertilizzanti. L’irrigazione è necessaria al momento della semina, dopo il trapianto, e dopo il primo taglio per favorire la ripresa vegetativa.

Tuttavia, anche in coltivazione, non ha speciali esigenze di terreno; cresce bene su terreni calcarei, ma anche su quelli silicei ed acidi, sopporta quelli argillosi, ma, nel caso di semina diretta, necessita di un terreno leggero, privo di infestanti perenni e senza ristagni di acqua.

TECNICA COLTURALE

Rotazione e durata della coltura

L’I. a causa delle malattie fungine alle quali è soggetto, non deve mai seguire a se stesso, se non dopo parecchi anni. Va messo in rotazione con patate, cereali o con il prato stabile.

La coltura di iperico dura solo eccezionalmente più di due anni.

Preparazione del terreno e concimazione

È auspicabile l’aratura autunnale, l’erpicatura e, in caso di semina diretta, la rullatura. In quest’ultimo caso, il terreno deve essere finemente lavorato a causa della piccolezza del seme.

La concimazione fosfo-potassica si effettua al momento delle lavorazioni preparatorie del terreno alle dosi approssimative di 70-100 kg/ha di P2O5 e 180-200 kg/ha di K2O.

La concimazione azotata (100-150 kg/ha) deve essere eseguita invece in tre tempi: tre settimane dopo l’emergenza o il trapianto; alla chiusura della fila; dopo il 1° taglio. Alcuni specialisti sono però dell’opinione che, per limitare il rischio di malattie fungine, non sia opportuno distribuire l’azoto.

Impianto della coltura

Sono possibili due tipi di impianto:

  • per semina diretta a fine estate/autunno;

  • per trapianto.

Semina diretta

Si consiglia di usare in via prudenziale 3 kg/ha di semente.

Il seme va sempre conciato con metiram (per es. POLYRAM COMBI) o con altri concianti.

La semina diretta si effettuerà solo in terreni in condizioni ottimali di tessitura e giacitura. Per ottenere buoni risultati, il seme dovrà avere un germinabilità al 70%. La semina verrà eseguita con seminatrici adatte allo scopo, depositando e non interrando il seme sul terreno ben preparato, in quanto quest’ultimo germina in presenza di luce. Oppure coprendolo leggermente di terra e compattando il terreno mediante una rullatura.

La semina tardo-estiva o autunnale (settembre/ottobre/novembre) permette una stratificazione naturale del seme, durante la quale l’umidità e le basse temperature invernali ne sbloccano la dormienza. In questo caso l’emergenza avverrà nel marzo/aprile.

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