Omeopatia e fiori di Bach

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Allora mettiti comodo e leggi questo articolo, perché sto per svelarti a cosa serve questo meraviglioso fiore.

Omeopatia e fiori di Bach
Omeopatia e fiori di Bach

Fiori di bach e omeopatia

La medicina omeopatica nacque in Germania negli ultimi anni del XVIII secolo per opera del medico e farmacologo tedesco Samuel Hahnemann, che intuì l’importanza delle diluizioni infinitesimali nella cura delle malattie.

Nel 1784 Hahnemann sperimentò su di sé la corteccia della china, all’epoca utilizzata per curare la febbre malarica mediante un’azione positiva sulle funzioni dello stomaco. Il risultato fu stupefacente e osservò che l’estratto della china, utilizzato per la cura della malaria era in grado di provocarla in un individuo sano.

Fiori di bach e omeopatia differenze

Da qui Hahnemann iniziò una lunga serie di esperimenti intossicativi, prima su di sé e poi su amici e parenti, attraverso l’uso di sostanze vegetali, animali, minerali e chimiche.

Grazie alle sperimentazioni, si constatò per esempio, che i soggetti che assumevamo ripetutamente il veleno omeopatizzato dell’ape sviluppavano dolori e gonfiori simili a quelli derivanti dalla puntura dell’insetto (arrossamento, gonfiore, dolore pungente migliorato da applicazioni fredde).

Hahnemann verificò che questi sintomi venivano curati con l’assunzione del Rimedio omeopatico corrispondente.

Il problema della tossicità venne risolto da Hahnemann diminuendo le dosi dei rimedi fino alla diluizione estrema, eliminando il rischio di sostanze tossiche. Più tardi nacque il “principio di similitudine del farmaco” secondo cui una sostanza che scatena una malattia in un individuo sano, può anche guarirla in un individuo malato. La parola “omeo-patia” deriva dal greco : “homoios” (simile) e “phatos” (malattia).

I concetti base su cui si fonda sono “il simile cura il simile” e “diluizione e dinamizzazione”.

Per diluizione si intende “la potenza”, che può essere centesimale, decimale, C, CH o D, DH. Nelle diluizioni centesimali ad esempio, si mescola una goccia di prodotto con 99 gocce di solvente ottenendo una diluizione a 1 CH. Generalmente, si parla di bassa (5 CH o 7 CH),di media (9 CH o 12 CH), e di alta diluizione (15 CH o 30 CH). Più una diluizione è bassa, più agisce localmente su uno stato acuto e sul piano fisico. Più è alta, meglio agisce a livello generale, su uno stato cronico e sul piano psichico. L’omeopatia cura attraverso diluizioni tali che, secondo i dati della chimica classica, oltre un certo grado di diluizione nel medicamento non rimane più neanche la minima molecola del principio attivo d’origine (Salva & Portell,2000).

La dinamizzazione , è quel processo attraverso il quale una sostanza viene agitata con forza secondo un procedimento chiamato dagli omeopati “successione”. Ogni sostanza omeopatica pronta per l’impiego riporta il tipo di diluizione e la potenza