La Floriterapia e i fiori di Bach

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Inoltre, se vuoi stuzzicare le tue conoscenze, naturalmente puoi approfondire anche la sezione notizie dedicata a Fiori e fitoterapia ed in particolare all’uso dei fiori di bach.

Allora mettiti comodo e leggi questo articolo, perché sto per svelarti a cosa serve questo meraviglioso fiore.

floriterapia di bach

Il primo utilizzo documentato dei fiori risale a Peracelso, alchimista, astrologo, grande guaritore e mistico, vissuto nel XVI secolo durante il periodo del rinascimento europeo. Egli raccolse la rugiada dai fiori per curare gli squilibri emozionali dei pazienti e scrisse numerosi trattati sulle proprietà guaritrici delle piante e dei fiori. Peracelso credeva che la malattia si originasse da uno squilibrio della propria spiritualità essenziale, e che bilanciando i quattro elementi, si creasse una sostanza speciale chiamata “quintessenza”, che aveva le proprietà di guarire l’anima e quindi anche il corpo.

Con Peracelso, la cosiddetta “teoria delle segnature” o “firma delle cose” secondo cui, una pianta con struttura o forma somigliante a un organo corporeo avrebbe effetti benefici, divenne una vera e propria teoria medica. Infatti con la dottrina della “firma delle cose”, Peracelso notò che le qualità delle piante si riflettono spesso nel loro aspetto.

Teorizzò così che la natura interna delle piante potesse essere scoperta dalle sue forme esteriori o “firme”. Applicò questo principio al cibo come alla medicina, sottolineando che “non è nella quantità di cibo, ma nella sua qualità”.

Ad esempio piante con fiori gialli, come la calendula, servivano a curare l’ittero mediante la segnatura del colore, mentre le piante rosse venivano usate per le malattie del sangue. Anche i petali dell’iris venivano usati per le contusioni sempre tramite la segnatura del colore. Al contrario, se una parte della pianta riproduceva la forma di un organo o di una parte del corpo umano, poteva essere usata per curarne le patologie attraverso la segnatura della forma.

I frutti della Portulaca venivano usati per curare le patologie renali proprio per la loro forma somigliante a quest’organo. L’iperico invece veniva utilizzato per curare le patologie cutanee, perché le tasche lisigine che caratterizzano le foglie di questa pianta, assomigliano a delle bolle.

Attraverso questa lunga digressione, più comunemente associata alla fitoterapia che alla floriterapia, possiamo evincere quanto sia abbastanza differente la prima dalla seconda e quanto invece la floriterapia abbia molto più in comune con l’omeopatia.

Infatti la nascita della floriterapia la dobbiamo grazie al medico inglese Edward Bach, che abbandonò la medicina tradizionale per dedicarsi all’omeopatia, riportando successivamente alla luce il metodo floreale. La floriterapia è una tecnica olistica energetica che utilizza essenze di fiori e piante selvatiche per prevenire e curare svariati problemi. E’ una cura dolce ed assolutamente naturale che considera l’essere umano nella sua totalità di parti fisiche, psichiche e spirituali agendo sui piani più sottili dell’organismo e riequilibrandolo in profondità.

floriterapia cos’è

A differenza dei farmaci chimici, i fiori non combattono né sopprimono un sintomo, ma agiscono sbloccando l’energia del paziente con progressione e gradualità, avviando un naturale processo di auto guarigione.