Come comunicare la salute e promuovere il benessere: Health Belief Models

Come comunicare la salute e promuovere il benessere: Health Belief Models

Comunicazione: un termine quasi diventato di moda, oggi, tanto pare essere al centro di nuovi processi tecnologici, istanze economiche, politiche e sociali in genere.

Tecniche – cosiddette – di comunicazione, arti più o meno esteticamente plausibili, per “comunicare in pubblico”, “comunicare con gli altri”, “sedurre”, influenzare etc. diventano a prima vista disponibili, provenienti da più aree disciplinari ed applicate a diversi settori organizzativi e istituzionali.

Ma forse occorre riflettere su che cosa si intende parlando di Come comunicare la salute e promuovere il benessere: Health Belief Models; in particolare quando si vuole comunicare su temi di densa rilevanza sociale come appunto è la salute. Bastano le etichette di efficacia, trasparenza, chiarezza, o criteri estetici e strumentali per valutarla e organizzarla? Se la posta in gioco consiste nel realizzare una vera e propria comunicazione sociale, forse può valere talvolta la pena fermarsi ad analizzare invece che scegliere l’urgenza dell’immediato limitandosi ad un discorso tecnico, magari più consolidato nei settori privati del marketing, ad esempio, ma spesso meno complessivamente efficace su tematiche che toccano l’esperienza e il comportamento quotidiano delle persone.

Alcuni assiomi convenzionali sulla comunicazione spesso rischiano di risultare riduttivi se si tiene conto di quanto complicato sia il processo pratico di elaborazione degli effetti delle informazioni sul comportamento quotidiano.

 

Si ritiene spesso che per poter predire e influenzare il comportamento di qualcuno basterebbe riuscire a fornirgli un bagaglio sufficiente di informazioni che gli chiariscano i costi e i benefici di determinate azioni per comunicare la salute. Dovrebbe dunque bastare chiarire ad un fumatore che “il fumo nuoce alla salute”, e che smettere di fumare gli darebbe più benefici rispetto ai danni individuali e collettivi che esso provoca se lo consideriamo dal punto di vista della conoscenza razionale. Un altro luogo comune è che i problemi che riguardano la salute siano lo specchio obiettivo di situazioni reali di disagio e siano per questo evidenti, che basti cioè mostrarli per farli diventare problema rilevante per l’informazione, aspettandoci cioè che tutti li considerino come istanze vicine alla propria esperienza e parte integrante della propria realtà, in modo tale da rendere importante ogni informazione che le riguarda, sollevando immediata attenzione.

Prendiamo un esempio su come comunicare la salute e promuovere il benessere con Health Belief Models. La cosiddetta “teoria dell’azione ragionata ” (o ragionevole: theory of reasoned action) applica diverse variabili tratte dai modelli di health belief per impostare una teoria predittiva dei modi in cui persuadere a cambiare comportamenti a rischio. Gli “Health Belief Models” furono elaborati negli anni ’50 e sono stati a lungo dominanti nella letteratura scientifica sulla comunicazione pubblica, ispirando numerosi schemi operativi di campagne d’informazione sui rischi per la salute.

Nel nostro paradigma come comunicare la salute e promuovere il benessere con Health Belief Models il fattore d’influenza ritenuto più importante è l’intenzione di intraprendere un comportamento. Essa dipenderebbe dall’atteggiamento della persona verso un determinato comportamento; a sua volta, l’atteggiamento discenderebbe da una valutazione individuale del rapporto costi-benefici stimato per realizzare quel comportamento. Un fattore ammesso come secondario e considerato di sfondo, dandolo in pratica per scontato, quasi non ne fosse necessaria una specifica tematizzazione, è l’influenza esercitata da credenze normative soggettive costituite dalle aspettative individuali rispetto a ciò che “gli altri pensano egli [l’individuo] debba fare”.

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