Come comunicare la salute e promuovere il benessere: Health Belief Models

Come comunicare la salute e promuovere il benessere: Health Belief Models

Comunicazione: un termine quasi diventato di moda, oggi, tanto pare essere al centro di nuovi processi tecnologici, istanze economiche, politiche e sociali in genere. Tecniche – cosiddette – di comunicazione, arti più o meno esteticamente plausibili, per “comunicare in pubblico”, “comunicare con gli altri”, “manipolare”, “sedurre”, influenzare etc. diventano a prima vista disponibili, provenienti da più aree disciplinari ed applicate a diversi settori organizzativi e istituzionali. Leggi tutto “Come comunicare la salute e promuovere il benessere: Health Belief Models”

Astragalo pianta cos è, a cosa serve: integratore benefici e fitorerapia

Astragalo cos è, e a cosa serve

Astragalo pianta cos’è e a cosa serve, usata in fitoterapia a medicina cinese come rimedio per influenza, raffreddore, prevenzione e trattamento delle malattie infettive, soprattutto virali. Leggi tutto “Astragalo pianta cos è, a cosa serve: integratore benefici e fitorerapia”

Come aprire uno studio di Naturopatia con Natural System

Cos’è la naturopatia tradizionale ?

“La naturopatia è una filosofia che racchiude una visione della vita, un modello per vivere una vita piena. La parola naturopatia è un ibrido latino-greco che può essere definito come “essere vicino o beneficiare della natura”.  – Stewart Mitchell, Naturopatia: Capire il potere curativo della natura
Leggi tutto “Come aprire uno studio di Naturopatia con Natural System”

Acetosella dove comprarla (pianta e prorpietà – Oxalis acetosella L. – Acetosella dei boschi)

Prima di suggerirvi Acetosella dover comprarla scopriamo l’utilizzo e le proprietà curative dell’Acetosella dei boschi (Oxalis acetosella)

La medicina popolare utilizzava le foglie di questa pianta per trattare pelli arrossate, come depurativo e diuretico.

In erboristeria viene utilizzata nella preparazione di creme per la pelle.
In fitoterapia vengono utilizzate le foglie e il rizoma,come diuretico,tonico,contro la febbre.
Nei rimedi omeopatici viene utilizzata con la tintura madre.

Contiene come principi attivi vitamina C,mucillaginAcetosella dove comprarla; piantai,potassio,acido ossalico.
Pianta molto ricca di ossalati,dosi elevate sono velenose.Sconsigliata per chi soffre di gotta,calcoli renali,reumatismi.

Le sue proprietà medicinali e curative sono diuretiche,decongestionanti
rinfrescanti,febbrifughe,astringenti.

 

Osservazioni e Curiosità sull’Acetosella dei boschi

La direttiva del Ministero della Salute (dicembre 2010), consente di inserire negli integratori alimentari le sostanze e gli estratti vegetali di questa pianta in particolare cita folium.
Riferimento per gli effetti dell’Acetosella dei Boschi il folium,per il drenaggio dei liquidi corporei e funzionalità delle vie urinarie. Regolarità del processo di sudorazione.

Il primo a descrivere e a classificare la specie fu Carl von Linné (Linneo),il padre della moderna classificazione biologica e scientifica degli organismi viventi, così come la conosciamo oggi.

Il nome deriva dal greco oxys,che significa acuto,e da hals,che significa sale,riferito al suo sapore acidulo e aspro.

In passato veniva utilizzata per lucidare oggetti in rame,per togliere le macchie di inchiostro e ruggine.

 

Descrizione Botanica e profilo pianta Acetosella dei Boschi

La Oxalis comunemente chiamata come acetosella dei boschi pianta è una pianta erbacea biennale o perenne,con rizoma ramoso ricoperto da squame carnose.

Le foglie dell’Acetosella dei Boschi pianta sono tutte basali,e sono portate da un lungo picciolo di colore rossastro.È composta da tre foglioline obcordate.
I fiori, dell’Acetosella dei Boschi pianta dpno di colore bianco,sono solitari e portati da lunghi peduncoli.
Il frutto dell’Acetosella dei Boschi pianta è formato una capsula ovoidale con al suo interno uno o due semi.

Appartiene alla famiglia delle Oxalidaceae.

Habitat dell’Acetosella dei Boschi

Nel nostro paese è piuttosto comune nel settentrione e nelle regioni centrali.
Vegeta tipicamente nei boschi piuttosto ombrosi e umidi.

Nomi comuni Acetosella dei Boschi

Acetosella dei boschi
Erba brusca
Pane degli angeli

Sinonimi botanici Acetosella dei Boschi

Oxalis montana

 

Tassonomia biologica e Sistematica
Classificazione scientifica dell’Acetosella dei Boschi

Regno : Plantae
Superdivisione : Spermatophyta
Divisione : Magnoliophyta
Classe : Magnoliopsida
Sottoclasse : Rosidae
Ordine : Geraniales
Famiglia : Oxalidaceae
Genere : Oxalis
Specie : Oxalis acetosella

Origine e appartenenza Biologica
Sistema Raunkiaer dell’Acetosella dei Boschi

Forma biologica:G – rhiz (Geofita rizomatosa):
sono le Geofite (simbolo G ),cioè piante perenni con gemme in posizione sotterranea.
Rizomatosa(simbolo Rhiz ),cioè hanno rizoma sotterreneo da cui, ogni anno,nasce una nuova pianta.

Distribuzione geografica dell’ Acetosella dei Boschi

Fitogeografia corologica:Circumboreali:
sono piante con areale nelle zone fredde e temperato-fredde di Eurasia e Nordamerica e nelle fasce montane.

Acetosella dei Boschi dove comprarla

Come si chiamano gli Alberi del paradiso?

Scopriamo insieme oggi una nuova pianta  Come si chiamano gli Alberi del paradiso: Ailanthus Altissima 

L’utilizzo e proprietà curative della pianta nella erboristeria moderna viene con il Decotto come astringente intestinale.
Per uso esterno ,sempre con il Decotto,viene utilizzato sotto forma di shampoo,per trattare i capelli grassi.
Oltre a Viene utilizzata in Oriente,dove viene utilizzata la corteccia per trattare asma,palpitazioni,tosse,disturbi gastrointestinali.
Viene utilizzata nei rimedi omeopatici.come si chiamano gli alberi del paradiso
Questa 
pianta contiene mucillagini, olio essenziale, glucosidi, tannini, saponine,resine.

Osservazioni e Curiosità su come si chiamano gli alberi del paradiso

La direttiva del Ministero della Salute (Luglio 2009), non consente di inserire negli integratori alimentari gli estratti vegetali di questa pianta,in particolare la corteccia delle radici, il fiore,la foglia e il frutto.

Per contatto può causare dermatite allergica.

Il primo a descrivere e a classificare la specie fu il botanico scozzese Philip Miller.

Questa specie è stata introdotta XVIII secolo per allevare il baco Bombix cynthia,in alternativa al baco da seta.

I preparati di questa pianta hanno un sapore molto amaro,e a dosi eccessive possono provocare il vomito.

Come si chiamano gli Alberi del Paradiso – Ailanthus altissima Proprietà medicinali

Oltre a comprendere il termine scentifico fi come viene chiamato l’albero del paradiso, a questa pianta vengono attribuite proprietà benefiche di tutto rispetto.


L’Albero del paradiso ha prorietà anestetiche

L’Albero del paradiso ha prorietà diuretiche

L’Albero del paradiso ha prorietà emetiche

L’Albero del paradiso ha prorietà astringenti

L’Albero del paradiso ha prorietà antispasmodiche

L’Albero del paradiso ha prorietà vermifughe

Descrizione Botanica e profilo pianta dell’Albero del Paradiso

L’Ailanthus altissima,o Albero del paradiso,è un’albero dioico di medie dimensioni,con fusto eretto e una corteccia di colore grigio cenerino,con striature longitudinali.
Le 
foglie,dal cattivo odore,sono portate da un picciolo,sono alterne e imaparipennate di forma lanceolata,acuminate all’apice.

fiori sono unisessuali,portati ai terminali dei rami,e sono riuniti in pannocchie di colore giallo verdastro.
frutti sono delle samare di colore bruno rossastro, portate da un peduncolo, riuniti in gruppi che possono avere da due a cinque samare.

Appartiene alla famiglia delle Simaroubaceae.

L’Ailanthus altissima è una Latifoglia e come tale ha gli ovuli chiusi da un ovario e con semi raccolti in un frutto.Gli ovuli si trasformano in semi dopo la fecondazione. Vengono definite Latifoglie piante,arbusti o erbacee con la caratteristica di avere le foglie larghe,indipendentemente dalla loro forma. Sono anche chiamati Caducifoglie,perchè ogni anno perdono le foglie.

Queste vengono classificate come Angiosperme,che comprende circa 230.000 specie,che sono a loro volta suddivise in due classi chiamate dicotiledoni e monocotiledoni
La caratteristica distintiva di questa piante è l’organo riproduttivo,il fiore,che svolge la sua azione con la produzione dei semi.

In nome Angiosperme deriva dal greco aengeion,che significa involucro, e da sperma,che significa seme.

 

Habitat dell’Albero del Paradiso

Pianta originaria della Cina si è naturalizzato in tutta l’Europa centromeridionale.
Vegeta praticamente ovunque.Grazie alla sua adattabilità è diventato un’albero infestante difficile da estirpare,provocando danni agli ambienti naturali e alla vegetazione nostrana.

Nomi comuni dell’Albero del Paradiso

Albero del paradiso

Ailanto

Sinonimi dell’Albero del Paradiso

Ailanthus glandulosa Desf.

Ailanthus cacodendron Sch. et Th.

Tassonomia biologica e Sistematica – Classificazione scientifica dell’Albero del paradiso

Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Sapindales
Famiglia: Simaroubaceae
Genere: Ailanthus
Specie: 
Ailanthus altissima

Origine e appartenenza Biologica nel Sistema Raunkiaer dell’Albero del paradiso

Forma biologica: P – scap (Fanerofite arboree):
sono le 
Fanerofite (simbolo P),cioè piante perenni legnose con gemme svernanti poste ad un’altezza dal suolo maggiore di 30 cm.

Distribuzione geografica dell’Albero del paradiso

Fitogeografia corologica: Avventizie:
sono piante che sono state introdotte da altre regioni,dall’uomo, che si diffondono comportandosi come piante indigene con le quali entrano in competizione.

Sindrome delle apnee ostruttive del sonno di grado severo invalidità

 

L’apnea ostruttiva del sonno è un disturbo del sonno potenzialmente grave, proprio per questo possiamo parlare di sindrome delle apnee ostruttive del sonno di grado severo invalidità. Fa sì che la respirazione si interrompa ripetutamente e inizi durante il sonno. Leggi tutto “Sindrome delle apnee ostruttive del sonno di grado severo invalidità”

Utilizzo e proprietà curative delle piante e erbe medicinali: Aesculus hippocastanum

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Aesculus hippocastanum – Ippocastano

Nella medicina popolare veniva utilizzato tradizionalmente la corteccia in Infuso per stati febbrili e come bevanda tonica.

Per uso esterno si usano i semi in Decotto nel trattamento dei gonfiori delle estremità e le infiammazini delle emorroidi con lavaggi,impacchi e pediluvi.

Dai semi di questa pianta viene estratto un’ Olio essenziale utilizzato per trattare i reumatismi.

Viene anche usato come rimedio Omeopatico con la tintura madre, per trattare varici venose,ulcere varicose e emorroidi.

In Erboristeria vengono utilizzati i semi da cui viene ricavato un”estratto secco nebulizzato, titolato in glicosidi triterpenici totali,con proprietà vasocostritrici, antiflogistiche,antifiammatorie.

In Fitoterapia viene utilizzato per trattare preoccupazione,scarsa concentrazione, ansia.

 

In gemmoterapia si utilizzano i macerati glicerinati ottenuti dalle gemme,nel trattamento delle varici,tromboflebiti,emorroidi, varicocele,prostatismo,dismenorrea, algie lombosacrali,lombagine,fragilità capillare.

Osservazioni e Curiosità sulla pianta di Aesculus hippocastanum

La direttiva del Ministero della Salute (dicembre 2010), consente di inserire negli integratori alimentari gli estratti vegetali di questa pianta in particolare cita cortex, flos, folium, gemma.

Riferimento agli effetti : cortex,per la regolarità del transito intestinale. Funzionalità del sistema digerente. Regolarità del processo di sudorazione. Funzionalità del microcircolo.

Folium,per la fluidità delle secrezioni bronchiali. Funzionalità articolare.

 

NON è ammesso il seme della pianta (Luglio 2009).

 

Carl von Linné (Linneo) Il primo a descrivere e a classificare la specie fu Carl von Linné (Linneo),il padre della moderna classificazione biologica e scientifica degli organismi viventi, così come la conosciamo oggi.

Le proprietà di questa pianta sono state confermata anche da ricerche scientifiche.

Ci sono usi medicinali documentati da dati clinici sul trattamento dei crampi muscolari,insufficenza venosa, edema,contusioni e distorsioni.

 

Effetti indesiderati : a concentrazioni elevate può causare irritazioni ed infiammazioni.

 

Il suo nome deriva dal Greco Ippos,che sigifica Cavallo, e Castanon,che significa Castagno.

Proprietà medicinali Aesculus hippocastanum

A questa pianta vengono attribuite proprietà

diuretiche

antinfiammatorie

astringenti

antipiretiche

vasocostrittrice

Descrizione Botanica e profilo pianta Aesculus hippocastanum

L’Aesculus hippocastanum,conosciuto anche con il nome Ippocastano o Castagno d’India, è un’albero deciduo,dal portamento maestoso.

Ha foglie palmato composte,obovate e dentate prive di picciuolo. I fiori sono ermafroditi,portati a pannocchia eretta e sono di colore giallo crema.La corteccia è di colore rosso marrone o grigia.I frutti sono tondeggianti e spinosi di colore verde,che contengono semi di colore marrone lucido.

Appartiene alla famiglia delle Sapindaceae.

L’Aesculus hippocastanum è una Latifoglia e come tale ha gli ovuli chiusi da un ovario e con semi raccolti in un frutto.Gli ovuli si trasformano in semi dopo la fecondazione. Vengono definite Latifoglie piante,arbusti o erbacee con la caratteristica di avere le foglie larghe,indipendentemente dalla loro forma. Sono anche chiamati Caducifoglie,perchè ogni anno perdono le foglie.

Queste vengono classificate come Angiosperme,che comprende circa 230.000 specie,che sono a loro volta suddivise in due classi chiamate dicotiledoni e monocotiledoni.

La caratteristica distintiva di questa piante è l’organo riproduttivo,il fiore,che svolge la sua azione con la produzione dei semi.

In nome Angiosperme deriva dal greco aengeion,che significa involucro, e da sperma,che significa seme.

Habitat della pianta Aesculus hippocastanum

Pianta coltivata come ornamentale.Tollera bene le temperature rigide.

Nomi comuni della pianta Aesculus hippocastanum

Ippocastano

Castagno d’India.

Sinonimi botanici della pianta Aesculus hippocastanum

Aesculus castanea Gilib

Aesculus procera Salisb.

Tassonomia biologica e Sistematica – Classificazione scientifica della pianta Aesculus hippocastanum

Regno: Plantae

Sottoregno: Tracheobionta

Superdivisione: Spermatophyta

Divisione: Magnoliophyta

Classe: Magnoliopsida

Sottoclasse: Rosidae

Ordine: Sapindales

Famiglia: Sapindaceae

Genere: Aesculus

Specie: Aesculus hippocastanum

Origine e appartenenza Biologica nel Sistema Raunkiaer della pianta Aesculus hippocastanum

Forma biologica: P – scap (Fanerofite arboree):

sono le Fanerofite (simbolo P),cioè piante perenni legnose con gemme svernanti poste ad un’altezza dal suolo maggiore di 30 cm.

Arboree (simbolo scap):cioè piante legnose con portamento arboreo.

Distribuzione geografica della pianta Aesculus hippocastanum

Fitogeografia corologica: Avventizie :

sono quelle piante provenienti da altre regioni che sono state introdotte e coltivate dall’uomo per scopi ed usi economici, ornamentali o medicinali.

Adiantum capillus veneris: proprietà, usi medicinale e nome comune – Capelvenere

adiantum-capillus-veneris-proprieta

Utilizzo e proprietà curative dell’ Adiantum capillus veneris

In erboristeria e fitoterapia viene utilizzata per uso interno con l’infuso, o con la tintura, nel trattamento di raffreddore,tosse,catarro,laringite,faringite,asma,bronchiti.
In alcune zone viene utilizzato con il Decotto per trattare problemi di forfora,e sgrassare i capelli.
Un tempo veniva utilizzato dalla
medicina popolare come analgesico,regolatore delle mesturazioni e come vermifugo.

Adiantum capillus veneris usi medicinale sono tramandati anche nei nostri giorni
Questa
pianta contiene mucillagini,tannini,olio essenziale,sostanze amare.

Osservazioni e Curiosità Adiantum capillus veneris

La direttiva del Ministro della Salute (dicembre 2010), consente di inserire negli integratori alimentari gli estratti vegetali di questa pianta in particolare cita folium, herba.
Riferimento agli effetti :
folium, herba,per il benessere di naso e gola. Funzionalità delle mucose dell’apparato respiratorio. Fluidità delle secrezioni bronchiali.
Il primo a descrivere e a classificare la specie fu
Carl von Linné (Linneo),il padre della moderna classificazione biologica e scientifica degli organismi viventi, così come la conosciamo oggi.


Adiantum capillus-veneris Proprietà e usi medicinali

A questa piantaAdiantum capillus-veneris Proprietà” vengono attribuite proprietà di tutto rispetto, chje possiamo con tutto rispetto sintetizzare:


Adiantum capillus veneris proprietà emollienti
Adiantum capillus veneris proprietà Adiantum Acapillus veneris proprietà antinfiammatorie
Acapillus veneris proprietà decongestionanti
Acapillus veneris proprietà aromatiche
Acapillus veneris proprietà espettoranti
Acapillus veneris proprietà astringenti

Descrizione Botanica e profilo pianta Adiantum capillus veneris

L’Adiantum capillus-veneris,o Capelvenere,è una piccola felce perenne con rizoma strisciante e ramificato.

Nella parte superiore è coperto da squame di forma triangolare e di colore nero.Nelle foglie inferiori si trovano le spore.Ha fronde pendenti che possono essere lunghe più di 60 cm.

Le sue foglie hanno forma cuoriforme di colore verde.
Appartiene alla famiglia delle
Adiantaceae.

Habitat della Adiantum capillus-veneris

Vegeta in luoghi piuttosto umidi,nelle fessure delle rocce,nei pressi di cascate e grotte.

Nomi comuni della pianta Adiantum capillus-veneris

Capelvenere
Barba di Giove
.

Adiantum capillus-veneris: Tassonomia biologica e Sistematica, Classificazione scientifica

Regno: Plantae
Divisione: Pteridophyta
Classe: Pteridopsida
Ordine: Pteridales
Famiglia: Adiantaceae
Genere: Adiantum
Specie:
Adiantum capillus-veneris

Adiantum capillus-veneris: Origine e appartenenza Biologica
Sistema Raunkiaer

Forma biologica:G – rhiz (Geofita rizomatosa):
sono le
Geofite (simbolo G ),cioè piante perenni con gemme in posizione sotterranea (bulbo,rizoma,tubero).

Rizomatosa (simbolo Rhiz ),cioè hanno rizoma sotterreneo da cui, ogni anno,nasce una nuova pianta.

Distribuzione geografica della Adiantum capillus-veneris

Fitogeografia corologica: Pantropicale :
sono piante con areale distribuito in tutta la fascia tropicale dell’Eurasia, Africa ed America

Come curare apnea del sonno

Le apnee del sonno

Cosa vuol dire apnea del sonno?

Le apnee del sonno sono dovute a un’ipotonia dei muscoli faringei e del palato molle, con conseguente collasso e ostruzione delle vie aeree. Si chiama anche “Sindrome di Pickwick” dal nome del personaggio di Charles Dickens che ne era affetto.

Le apnee del sonno si possono accompagnare al fenomeno del “russamento“, anch’esso dovuto a ipotonia delle strutture sopra citate, ma senza l’ostruzione.

Durante l’episodio di apnea notturna, i centri nervosi sensibili alla pO2 fanno sì che venga ripristinata la respirazione attraverso il risveglio parziale.

come curare apnea del sonno

Chi ne soffre e come curare apnea del sonno?

– paziente grasso (ma non necessariamente obeso)

– di mezza età (intorno ai 50 anni)

– maschio

 

 

 

 

 

 

 

 

Come curare l’apnea del sonno in età fertile

Le donne tendono a soffrire meno i questo disturbo, come pure del russamento, durante l’età fertile perchè gli estrogeni e il progesterone assicurano una maggiore tonicità delle vie aeree e una maggiore ventilazione. Le donne in età post-menopausale, invece, hanno la stessa percentuale di rischio degli uomini.

Come curare l’apnea del sonno delle donne in età fertile soffrono di russamento o di apnea da sonno solo se hanno disturbi importanti delle vie respiratorie, ad esempio polipi nasali.

Dal momento che il paziente è costretto a svgeliarsi più volte durante la notte, appare:

– stanco durante il giorno

– con ridotto appetito o con aumentato appetito

– con ridotta psicometria

– con ridotta libido

– con cefalea diurna

– con ridotta forza fisica

Ricordiamo che come curare l’apnea del sono considerando che l’apnea non va curata solo per ridurre questi sintomi, ma anche perchè comporta due rischi che sono principalmente:

– ipertensione polmonare

– insufficienza respiratoria di tipo 2 = dovuta cioè a mancanza di centri del respiro sensibili a pCO2 ma l’iperventilazione è innescata da ipossia

Diagnosi per come curare l’apnea del sonno:

– anamnesi

– esame obiettivo

– misurazione della saturazione di O2 col saturimetro

– misurazione della pressione arteriosa e delle pulsazioni

– ECG

– polisonnografia

Come evitare apnea del sonno

A volte può essere sufficiente per come evitare l’apnea del sonno chiedere al partner, oppure fare delle registrazioni del respiro del paziente durante il sonno. La diagnosi è positiva se vi sono dai 15 in su episodi di apnea in 1 h di sonno tranquillo.

La terapia di come evitare l’apnea del sonno consiste in:

– perdita di peso

– astinenza dagli alcolici (aumentano anche l’attitudine al russamento)

– astinenza dal fumo

– applicazione di una maschera nasale durante il sonno

Se questi procedimenti non bastassero, si ricorre alla chirurgia per porre rimedio a come evitare l’apnea del sonno:

– tonsillectomia

– asportazione dell’ugola

Anatomia apparato digerente corpo umano (immagini, pdf)

APPARATO DIGERENTE

L’apparato digerente corpo umano è composto da:

– ORGANI PIENI

– ORGANI CAVI

Deve ricevere gli alimenti che servono a produrre energia, e quello che non serve viene escreto.

L’Anatomia apparato digerente corpo umano è composto da organi come STOMACO, INTESTINO TENUE e INTESTINO CRASSO, e da ghiandole come FEGATO e PANCREAS.

E’ inoltre rivestito da epitelio pavimentoso composto non cheratinizzato.

 apparato digerente corpo umano

Organi pieni dell’Anatomia apparato digerente corpo umano

Sono rivestiti da una capsula, molto spesso difficile da estrarre perché saldamente attaccata al parenchima (vai a INTRODUZIONE per guardare la definizione) formando dei tralci che si ramificano, suddividendo il tessuto dell’organo in lobi e lobuli.

I tralci hanno sia vasi venosi che arteriosi + un sistema di nervi.

La capsula è formata da tessuto connettivo, detto anche “trofomeccanico” per via della sua duplice funzione di fornire sostegno ed assicurare il metabolismo. Il parenchima prende invece nomi diversi a seconda del tipo di cellula da cui è formato: ad esempio, il fegato è formato da EPATOCITI, la milza da LINFOCITI (e non splenociti!) e così via.

Anche i muscoli possono essere considerati, dal punto di vista anatomico, degli organi pieni: sono infatti rivestiti da una fascia connettivale esterna chiamata EPIMISIO che forma tralci all’interno del parenchima, quest’ultimo costituito da cellule muscolari striate.

Anche i NERVI possono essere considerati organi pieni, dal momento che hanno tralci di guaina mielinica e un parenchima costituito da ASSONI. I vasi sanguigni , al contrario, sono organi cavi (PICCOLA ANNOTAZIONE: bisogna ricordare che i vasi sanguigni sono alimentati da altri vasi detti “vasa vasorum” e che i nervi ricevono afferenze da altri nervi).

Gli organi pieni dell’apparato digerente corpo umano sono costituiti da:

– FEGATO

– PANCREAS

Entrambi, come già detto, sono GHIANDOLE.

Il fegato è diviso in:

– LOBO DESTRO

– LOBO SINISTRO

– LOBO QUADRATO

– LOBO CAUDATO

E in 9 segmenti.

Il pancreas è costituito da:

– TESTA

– CORPO

– CODA

– PROCESSO UNCINATO

E’ costituito da ghiandole esocrine, secernenti enzimi digestivi, e ghiandole endocrine, secernenti ormoni (insulina, glucagone, ecc.).

I lobi del fegato. Clicca sull’immagine sottostante per ingrandirla.

Fegato

Il pancreas.

Pancreas

Organi cavi

Gli organi cavi o vuoti dell’apparato digerente corpo umano sono costituiti da una cavità rivestita da una parete.

Il lume si divide in:

– LUME REALE = visibile sia in attività che a riposo.

– LUME VIRTUALE = visibile solo in attività; in fase di riposo è solo accennato.

Negli organi dotati di un lume reale è necessaria una struttura cartilaginea per mantenere la pervietà, come nell’apparato respiratorio (es. trachea).

Tutti gli organi cavi che direttamente o indirettamente comunicano con l’esterno sono rivestiti da una MUCOSA, che dal punto di vista istologico è un epitelio e funge da protezione.

La parete degli organi cavi dell’apparato digerente corpo umano è costituita da vari strati che, dall’interno all’esterno, prendono il nome di:

– TONACA MUCOSA

– LAMINA PROPRIA: connettivo lasso costituito da lamelle dentro le quali vi sono vasi e nervi, e a volte ghiandole esocrine intramurali.

– TONACA SOTTOMUCOSA: a volte, fra la mucosa e la sottomucosa, sono presenti delle lamine muscolari.

– TONACA MUSCOLARE: permette di far progredire il contenuto dell’organo (peristalsi). E’ costituita da aggregati di elementi muscolari lisci (di forma circolare e longitudinale, disposti paralleli, obliqui e perpendicolari al lume dell’organo) che a seconda del tipo di organo possono formare più strati: normalmente vi sono uno strato circolare interno e uno longitudinale interno, ma in organi come lo stomaco ve ne è anche un terzo.

E’ uno strato molto importante perché se ad esempio uno spillo viene ingerito e rischia di bucare la mucosa, questa tonaca si contrae in modo da tenerlo orientato dalla parte smussata e lo fa progredire lungo tutto l’apparato digerente per poi essere eliminato dal colon.

– AVVENTIZIA: serve a dare forma all’organo, a mantenerla e, così facendo, ad instaurare rapporti con gli altri organi.

Gli organi cavi dell’apparato digerente del corpo umano  sono:

– STOMACO

– INTESTINO TENUE

– INTESTINO CRASSO

Nello stomaco la PEPSINA (formata dalla combinazione di pepsinogeno, secreto dalle GHIANDOLE PROPRIAMENTE DETTE, e HCl) distrugge le proteine e può quindi causare dei danni anche alla mucosa gastrica. Per evitare questo, la mucosa e la sottomucosa secernono muco che forma una pellicola protettiva a rivestimento di tutta la parete gastrica. Questa pellicola può subire dei danni in seguito a stress o all’assunzione di cibi e di farmaci che rendono il succo gastrico particolarmente aggressivo. Tutto questo causa ULCERA.

 

Lo stomaco è compreso tra due valvole:

– CARDIAS = tra esofago e stomaco.

– PILORO = tra stomaco e duodeno, la prima parte dell’intestino.

L’intestino tenue è formato da:

– DUODENO

– ILEO = comunica con l’intestino crasso attraverso la VALVOLA ILEO-CIECALE.

– DIGIUNO = così chiamato perché nelle autopsie questa zona è sempre pulita, priva di residui di cibo anche dopo il pasto.

L’intestino crasso è formato da:

– CIECO = da cui si disloca l’appendice.

– COLON ASCENDENTE

– COLON TRASVERSO

– COLON DISCENDENTE

– SIGMA

– RETTO